Carasco

Chiavari e Carasco – Levante News tutte le notizie dalla riviera ligure e dall'entroterra

  • Elezioni: ecco l’affluenza alle ore 12
    by marco on 26 Maggio 2019 at 11:00

    Ecco l’affluenza alle urne alle ore 12 nei Comuni del Levante al voto per le Comunali. Mancano alcuni Comuni la cui percentuale non è ancora pervenuta alla prefettura. Il Comune con la maggiore percentuale di affluenza è Santo Stefano d’Aveto con il 34,58%; la più bassa Lorsica con il 14,48% Aggiorneremo la tabella con le […]

  • Chiavari: ombrelli aperti, si vota sotto la pioggia
    by marco on 26 Maggio 2019 at 10:08

    Ombrelli aperti a Chiavari per recarsi a votare. Una pioggia modesta che potrebbe tuttavia limitare il numero dei votanti. Nel 2014 la percentuale degli elettori a Chiavari era stata modesta, del solo 53,5 per cento. […]

  • Chiavari: il libro sul climber Alberto Gnerro
    by marco on 26 Maggio 2019 at 6:43

    Giovedì 30 alle 21, presso il Cai Chiavari, presentazione del volume di Christian Roccati: Alberto Gnerro 60 milioni di chilometri di vita su millimetri di roccia; pubblicato da Alpine Studio. […]

  • Chiavari: giovedì un convegno su Elena Bono
    by marco on 26 Maggio 2019 at 5:53

    Giovedì 30, nell’ambito del “Festival della Parola” si svolge a Chiavari, presso la Società Economica, un convegno sulla scrittrice Elena Bono. Il convegno si articola sia nella matinata con inizio alle 9.30, sia al pomeriggio a partire dalle 15.30. ***** Riproponiamo il comunicato emesso dall’ufficio stampa del Festival della Parola “Indagine sull’opera di Elena Bono. […]

  • Chiavari: si inaugura un bar nella storica Casa Gotuzzo
    by marco on 26 Maggio 2019 at 5:27

    Mercoledì sera a Chiavari piazza Gagliardo (meglio conosciuta a Ciavai come “Ciassa di Barchi” o “Piazza dei Pescatori”), sarà tutta impavesata a festa con un “Gran Galà di bandiera d’onore”. Dalle 18 alle 21 si festeggia l’inaugurazione di un nuovo specialissimo locale: “Casa Gotuzzo 1652 – Il bar”. A gestirlo saranno niente po po’ di […]

 

Situato in Valfontanabuona, è parte dell’omonima comunità montana.
Già centro abitato in epoca romana, durante la fine del VI sec. cadde sotto il dominio del longobardo Garibaldo duca di Torino che lo elesse uno dei capisaldi del suo sistema difensivo.
Il nome Carasco, coi suffissi -asco che sta a indicare la presenza di un corso d’acqua, e -car, che significa capo, riassume felicemente la caratteristica ed il destino della città, che fin dall’inizio fu al centro di traffici commerciali e punto strategico d’elezione per il controllo della vallata.
Alla confluenza di tre valli, crocevia delle strade che provenivano dall’Oltre Appennino, fin dall’alto medioevo Carasco è stata una delle arterie dei traffici e dei commerci che attraverso di lei incessantemente fluivano dalla Lombardia fino al fondovalle e ritorno.
Fin dai primordi dunque, la particolare posizione fece di questo borgo un punto strategico e di controllo.
La Famiglia dei Fieschi vi costruì hopistales per i viandanti e pellegrini, mentre la Repubblica di Genova vi costruì un fortilizio, il Castello di Rivarola, sul colle che dominava la piana di Carasco.
Nel XI secolo fu sotto controllo della Fieschi e più precisamente dei Ravaschieri, ramo della famiglia Fieschi.
Nel 1200 cade sotto il dominio della Repubblica di Genova che lo annesse al capitanato di Chiavari.
Le condizioni del Trattato di Vienna del 1814 imposero la sua annessione al regno di Sardegna dei Savoia, fino all’Unità d’Italia nel 1861.
L’attività economica del borgo è diversificata e si estrinseca soprattutto nel settore florovivaistico e dell’ardesia, ma anche in quello edilizio e nelle imprese tessili e chimiche; ancora fiorente l’agricoltura.

Da vedere: le rovine del già citato Castello di Rivarola, risalente al 1120.
Il Castello di Paggi, eretto dai Fieschi, che domina il paese.
Il ponte vecchio della fine del ‘600 collegato con il borgo di Leivi.
La Chiesa di San Marziano, di cui restano alcune tracce inglobate in una casa colonica.
La Chiesa di San Nicolò di Bari, situata nel versante meridionale del monte Paggi, restaurata nel 1666, sulle vestigia di una antica Chiesa edificata dai monaci Bendettini, che possiede degli altari in cotto, risalenti al 1735. Le aggiunte in marmo i pavimenti, ed il pulpito sono dell’ottocento .
La Cappella di Sant’Alberto, forse più antica di quella di San Nicolò, di dimensioni più ridotte e più modesta, conserva tuttavia il fascino rustico della semplicità: una lastra d’ardesia che poggia sopra un altare in cotto, e sullo spiazzo antistante l’edificio religioso una grande croce in ferro battuto.
Interessante e panoramica l’escursione sul Monte Carnella (713 m.), con strutture sportive di livello come la piscina, i due centri ippici e il minigolf